Relay SMTP per dominio italiano: come configurare SPF, DKIM e DMARC con Mailu

Guida pratica per le aziende che gestiscono la propria posta con Mailu e vogliono inviare i messaggi in uscita tramite un relay SMTP esterno. I server 4hosting sono fisicamente nell'UE (Francoforte), non in Italia.

Risposta breve

  1. 1Con un relay, Mailu non consegna la posta in uscita direttamente: la passa a un servizio SMTP esterno (smarthost) indicato in RELAYHOST nel formato [HOST]:PORTA.
  2. 2Se lo smarthost richiede autenticazione, si aggiungono RELAYUSER e RELAYPASSWORD.
  3. 3SPF, DKIM e DMARC devono rispecchiare da dove parte davvero la posta: con un relay, l'SPF deve includere anche il mittente del relay.
  4. 4Dal 1° febbraio 2024 Google chiede a tutti i mittenti SPF o DKIM, DNS diretto e inverso (PTR) validi e connessione cifrata con TLS. Oltre 5.000 messaggi al giorno servono SPF, DKIM e DMARC.

Come funziona il relay in Mailu

La documentazione di Mailu descrive RELAYHOST come indirizzo opzionale di uno smarthost per tutta la posta in uscita, nel formato [HOST]:PORTA. Se lo smarthost richiede autenticazione si impostano RELAYUSER e RELAYPASSWORD. Per impostazione predefinita Mailu usa TLS opportunistico in uscita; con OUTBOUND_TLS_LEVEL impostato su encrypt o secure si impone la cifratura, scelta che la documentazione raccomanda se il relay supporta TLS.

Attenzione al limite predefinito: MESSAGE_RATELIMIT vale 200/day, cioè 200 messaggi al giorno per utente. Per posta transazionale o invii più ampi va modificato, oppure si usa MESSAGE_RATELIMIT_EXEMPTION per escludere indirizzi specifici.

SPF, DKIM, DMARC e PTR per il tuo dominio

L'SPF elenca i server autorizzati a inviare per conto del dominio. Se la posta parte da un relay, l'SPF deve includere il mittente del relay, altrimenti il destinatario può rifiutare o marcare il messaggio come sospetto. Le FAQ di Mailu collegano i fallimenti SPF all'invio da un indirizzo IP diverso da quello previsto nella configurazione.

Le chiavi DKIM si generano nel pannello del dominio di Mailu con il pulsante "Regenerate Keys"; la chiave pubblica va poi pubblicata come record TXT nel DNS. Il DMARC è un record TXT su _dmarc: Google lo richiede ai mittenti oltre 5.000 messaggi al giorno (la policy può anche essere none) insieme all'allineamento del dominio del campo From con il dominio SPF o DKIM. Per quei volumi, per i messaggi promozionali Google richiede anche la disiscrizione con un clic. Il PTR (DNS inverso) deve corrispondere al record diretto dell'IP che invia: con un relay se ne occupa chi lo gestisce.

Esempi pratici

  • Negozio online con email d'ordine: le conferme passano dal relay, mentre la posta promozionale resta separata, così eventuali segnalazioni di spam non danneggiano la reputazione della posta transazionale.
  • Agenzia con più domini cliente: per ogni dominio una chiave DKIM e un record DMARC propri.
  • Azienda che migra da Google Workspace: prima imposta SPF, DKIM e DMARC, solo dopo sposta i record MX.

Errori comuni

  • SPF senza il relay: i messaggi falliscono il controllo.
  • Chiave DKIM generata ma record TXT mai pubblicato nel DNS.
  • Limite predefinito di 200 messaggi al giorno dimenticato, che rallenta la posta senza errori evidenti.
  • PTR mancante o DNS diretto e inverso non corrispondenti.
  • DMARC in modalità restrittiva fin dall'inizio, senza aver prima osservato i report.

Come verificare prima di passare in produzione

Prima di spostare i record MX o di inviare volumi reali, invia un messaggio di prova a una casella Gmail e apri l'originale del messaggio: Gmail mostra l'esito di SPF, DKIM e DMARC. Controlla poi che il record TXT della chiave DKIM sia visibile nel DNS pubblico e che il PTR dell'IP che invia corrisponda al nome dichiarato. Se usi Google Postmaster Tools, tieni d'occhio il tasso di spam: Google indica come obiettivo di restare sotto lo 0,10% ed evitare lo 0,30%. Aumenta i volumi in modo graduale, perché un picco improvviso da un dominio nuovo è un segnale che i destinatari guardano con sospetto.

Come ti aiuta 4hosting

Mailu gira self-hosted sul dominio del cliente, ad esempio su un VPS. Ogni piano include ore mensili di DevOps (sui VPS da 1 a 8 ore in base al piano) utilizzabili per installare Mailu, configurare relay, SPF, DKIM e DMARC e migrare da cPanel o Google Workspace. Le ore si richiedono dal pannello cliente e non si riportano al mese successivo. Non è un servizio di relay gestito, e 4hosting non garantisce la recapitabilità né il rispetto delle regole dei destinatari. Per i dettagli tecnici consulta anche la documentazione su Mailu e relay SMTP.

Domande frequenti

4hosting offre un servizio di relay SMTP gestito?

No. Mailu gira self-hosted sul dominio del cliente e il relay si configura lato cliente. Le ore DevOps incluse nel piano possono essere usate per installazione, record DNS e verifica della consegna.

I server hanno un indirizzo IP italiano?

No. Il data center è nell'UE, a Francoforte, non in Italia.

4hosting certifica la correttezza della mia configurazione di posta?

No. Aiutiamo a eseguire la configurazione, ma la responsabilità dei contenuti inviati e del rispetto delle regole dei destinatari resta al titolare del dominio.

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